domenica 14 ottobre 2012

Canzone Il Lamento del Partigiano

Impariamo il francese e nello stesso tempo a conoscere un po' di più il nostro vicino transalpino in un periodo  importante della sua storia.

Un aspetto che caratterizza la Francia, molto più dell'Italia è la Resistenza: in minima parte l'Italia di Mussolini, ma soprattutto la Germania di Hitler invadono la Francia, e impongono la loro volontà.

Per avere un quadro d'insieme bisogna fare un passo indietro: la Francia è un Paese unito dal 800 circa, 1200 anni fa, con la dinastia di cui storicamente fa parte Carlo Magno.
Nella sua lunga storia, diverse sono state le famiglie reali e/o imperiali, attorno alle quali si è formata l'aristocrazia.
Si può essere a favore della democrazia ma è innegabile il fascino che esercitano alcune famiglie, conosciute per aver coltivato la passione per qualche cosa: gli Strauss per la musica solo per fare un esempio.

Ho parlato di Resistenza francese e di aristocrazia perchè queste due si legano: tra gli esponenti più in vista della resistenza, che decidono di opporsi alla Germania nazonalsocialista e ai suoi regimi satellite, si contano numerosi aristocratici.

Un fascino che subisco è quello di coloro che uniscono ai talenti intelletuali o anche sportivi una passione se non un talento per l'universo musicale.

Oggi voglio parlare di Emmanuel d'Astier de La Vigerie. Nato il 6 gennaio 1900 e morto il 12 giugno 1969 a Parigi, si è illustrato come scrittore, giornalista, partigiano ed uomo Politico francese.

Suo è il testo di una bella canzone "la complainte du Partisan", "Il Lamento del Partigiano". Scritta a Londra nel 1943, musica di Anna Marly.

Qui di seguito la versione originale cantata dal gruppo "Les compagnons de la chanson", con il testo, e la versione in inglese The Partisan, fatta in 1969 da Leonard Cohen nel suo secondo album Songs From A Room.

Buon ascolto.



Les Allemands étaient chez moi
On m'a dit: "Résigne-toi",
Mais je n'ai pas pu.
Et j'ai repris mon arme.

Personne m'a demandé
D'où je viens et où je vais
Vous qui le savez,
Effacez mon passage.

J'ai changé cent fois de nom
J'ai perdu femme et enfant
Mais j'ai tant d'amis
Et j'ai la France entière

Un vieil homme dans un grenier
Pour la nuit nous a cachés
Les Allemands l'ont pris
Il est mort sans surprise

Hier encore nous étions trois
Il ne reste plus que moi
Et je tourne en rond
Dans la prison des frontières

Le vent passe sur les tombes
Et la liberté viendra
On nous oubliera!
Nous rentrerons dans l'ombre.


 
http://www.youtube.com/watch?v=wvx6AcXAsSg http://fr.wikipedia.org/wiki/Emmanuel_d%27Astier_de_la_Vigerie http://en.wikipedia.org/wiki/Raymond_Aubrac

domenica 7 ottobre 2012

TV francese: Canal Plus

In Francia, nel panorama televisivo un canale di cui non si può fare a meno è senza dubbio Canal Plus.
Link 

Film in anteprima, partite di calcio e molto sport in diretta ma anche diversi spettacoli cult: les Guignols, spettacolo satirico in cui i personaggi importanti del giorno vengono raffigurati da marionette liberi di dire ciò che (probabilmente) pensano realmente.

Una bella trasmissione, di informazione e intrattenimento,  grande spettacolo di sabato alle 19  è Salut les Terriens. Link  

Ecco qui la prima parte dell'ultima emissione andata in onda ieri 06 ottobre

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sabato 6 ottobre 2012

Impariamo il Francese: la Bretagna Crozon - Finistère

Impariamo insieme il francese e scopriamo una meravigliosa zona della Bretagna grazie a questo video.

Belle immagini senza dubbio e la possibilità di ascoltare la nostra guida illustarci questi posti, in francese, c'est clair! Consiglio di vedere il video una prima volta, due, tre, cinque, di leggere per verificare i sottotitoli cliccando l'icona nella barra bassa della finestra Youtube,  la quarta da sinistra dopo la durata.

Buona visione:


Hassan II, ex re del Marocco: integrazione impossibile ...(?)...



Un video inatteso, l'ex re del Marocco, padre dell'attuale re, Mohammed VI, parla a proposito dell'emigrazione dal Marocco alla Francia: nati nel paese d'origine o in Europa resteranno sempre Marocchini, e se si vorranno integrare saranno dei "cattivi francesi".

Tra le altre si aggiunge quest'opinione, condivisibile o meno.

Utile per avere una visione in più di un fenomeno molto forte in Francia, ed ultimamente anche in Italia.

lunedì 1 ottobre 2012